CAMPOMAGGIORE, una iniziativa a sostegno delle donne.
“Un mazzo di rose rosse realizzate a l’uncinetto, simbolo di sensibilizzazione per contrastare ogni forma di violenza “.
Domani pomeriggio, martedì 25 novembre, alle ore 18.00, presso il salone parrocchiale di Campomaggiore, la locale Pro Loco promuove un convegno-dibattito dal tema “Stop alla violenza sulle donne”. Una iniziativa promossa in occasione della giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne a cui prenderanno parte esperti impegnati nel contrastare questo brutale fenomeno. Una data, quella di domani, voluta dall’ONU (Assemblea generale delle Nazioni Unite) nel 1999 per ricordare l’assassinio delle coraggiose sorelle Mirabal, brutalmente uccise dal regime del dittatore Trujillo a cui le tre sorelle avevano tentato di opporsi. Ormai da diversi anni, i simboli contro la violenza sulle donne, sono le scarpe e panchine rosse. Le scarpe rosse rappresentano la battaglia contro i maltrattamenti e femminicidi. La panchina rossa oggi viene utilizzata per dire “no” alla violenza, e nello specifico alla violenza domestica che spesso avviene anche in contesti comunitari e familiari. Una occasione per sensibilizzate l’opinione pubblica sulle molteplici forme di maltrattamenti che le donne subiscono in tutto il mondo per ricordare le vittime di abusi e femminicidi e a promuovere azioni concrete per porre fine a questa epidemia silenziosa. L’evento ideato dalla Pro Loco e coordinato dal presidente Alessandro Balsamo vedrà la partecipazione mattutina anche degli alunni della Scuola Primaria di Campomaggiore che depositeranno presso la panchina rossa di via Garibaldi un mazzo di rose realizzate dalle partecipanti al corso di uncinetto. L’obiettivo è tenere alta l’attenzione sul fenomeno della violenza contro le donne, sull’importanza di riconoscere e denunciare gli abusi, incoraggiando le vittime a chiedere aiuto. Un appuntamento quello di domani pomeriggio che, purtroppo, non è mai solo simbolico. Nel 2025 sono già più di 50 le donne uccise in Italia. Un numero che fa paura, ma che racconta solo una parte della triste realtà.
