CAMPOMAGGIORE, Tarantolati di Tricarico e Lello Analfino insieme per “Balla Carmè”.
“L’ultimo lavoro discografico interamente realizzato alla Città dell’Utopia”.
È nei loro testi che il dialetto lucano trova il cuore della tradizione della nostra terra. Celebrazioni laiche e pagane sotto il ritmo del tamburo e affascinati dal calore del fuoco. Il gruppo di Tricarico nato nel lontano 1975 porta avanti la denuncia contro la povertà e le ingiustizie quotidiane ai danni del popolo contadino. Radici pulsanti della cultura lucana, eredi della creatività del compianto Antonio Infantino, capaci di trasformare la tradizione in energia contemporanea. In questi giorni è uscito il il singolo e il videoclip di “Balla Carmè”, lavoro discografico che vede insieme I Tarantolati di Tricarico e il cantante, attore e compositore siciliano Lello Analfino. Un brano dal forte valore simbolico, educativo e intergenerazionale, dedicato a Carmen e pensato come atto di trasmissione culturale. “Balla Carmè” racconta il gesto ancestrale di un nonno che affida il patrimonio culturale della sua terra madre alla propria nipote. Un’eredità fatta di memoria collettiva, identità e radici profonde, che non passa soltanto attraverso il racconto, ma si incarna nel suono e nel movimento, linguaggi primari e universali. Uno scenario naturale meraviglioso quello della Città dell’Utopia che sposa a perfezione i ritmi e le danzate del popolare gruppo lucano. La struttura musicale richiama le origini della taranta, evocandone l’energia rituale e primordiale. Al progetto hanno preso parte Franco Ferri che contribuisce con surdo, palo a sonagliera e voce e Rocco Paradiso impegnato alla cupa cupa, alla bottiglia e alla voce. Le percussioni e la voce sono affidate a Pino Molinari, mentre Viviana Fatigante arricchisce il suono con tammorra e voce. La sezione a corde vede Giorgio Pavan alla mandola, al mandolino e al mandoloncello, sempre accompagnati dalla voce, mentre Enzo Granella firma le chitarre e la voce. Francesco Tomacci intreccia chitarra tarantolata, darbuca, tammorra e voce, ampliando ulteriormente la trama ritmica e timbrica del progetto. La batteria e la voce sono curate da Pierluigi Delle Noci, mentre Canio Pepe si occupa del basso. Completa il quadro scenico e performativo la presenza e le ballate di Maria Pia Albano. Un rito musicale che unisce passato e presente, corpo e spirito, trasformando il ballo in un atto di trasmissione e di rinascita culturale. Il videoclip è stato realizzato grazie al supporto dell’Amministrazione Comunale di Campomaggiore, dell’Associazione Briganti dell’Utopia e dalla preziosa disponibilità di alcuni volontari parte importante di un video autentico disponibile sulle piattaforme digitali.
